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Marinella Senatore, 1977 Remember The First Time You Saw Your Name, 2022. Photo di courtesy

Bologna capitale dell’arte per una settimana

By Sabino Maria Frassà
Pubblicato il
Febbraio 2025

ART CITY Bologna 2025: la voglia di stupire con l'arte "diffusa"

Abbandono di Franco Mazzucchelli. Photo courtesy dell'Artista

L’edizione 2025 di ART CITY Bologna segna il ritorno di un evento iconico che, fino al 16 febbraio, trasforma la città in un palcoscenico diffuso dedicato all’arte contemporanea. Il programma, ricco e dinamico, si articola in un fitto intreccio di oltre 270 appuntamenti, tra mostre, performance, talk, installazioni ed eventi speciali che animano ogni angolo della città. L’arte diventa così una presenza viva e pulsante, intrecciandosi con la quotidianità urbana e stimolando nuove forme di partecipazione e dialogo. Giunta alla sua tredicesima edizione, la manifestazione punta a stupire grazie a un forte effetto “wow”, pensato per catturare l’attenzione di un pubblico attratto dalla spettacolarità visiva, forse a discapito di una profonda connessione emotiva e culturale.

Bologna, con la sua struttura urbana storicamente articolata, cerca di trasformarsi in un laboratorio creativo a cielo aperto. Il cuore pulsante di questa edizione è lo Special Program dedicato a Le Porte della Città, un omaggio alle dieci porte storiche di Bologna, autentiche testimonianze della sua antica cinta muraria medievale che un tempo delimitava e proteggeva la città. Costruite tra il XIII e il XIV secolo, queste imponenti strutture non rappresentano solo importanti snodi urbanistici, ma incarnano simboli di apertura e connessione tra Bologna e il mondo esterno. Oggi, queste porte si trasformano in palcoscenici per opere di arte contemporanea, che ne rinnovano il significato e ne esaltano la presenza nel tessuto urbano. Attraverso installazioni e performance, si crea un dialogo tra passato e presente, tra storia e innovazione.

Le installazioni

Nonostante alcune sfide organizzative, come la ricollocazione all’ultimo minuto dei Abbandono, l’installazione gonfiabile di Franco Mazzucchelli sotto i portici a causa di non meglio identificati problemi tecnici, lasciando così “orfana” una delle Porte, il percorso tra arte e storia riesce a colorare una città animata da una miriade di eventi, ma ancora e sempre saldamente ancorata al suo fulcro: Arte Fiera, unico vero motore di una kermesse che si conferma sempre più cuore pulsante del mercato dell’arte. Così per una settimana ogni porta ospita un’opera d’arte che dialoga con la propria identità storica e architettonica. Porta Mascarella accoglie Extropic Optimisms: Portal IV di Angelo Plessas, un portale luminoso che invita alla riflessione su rigenerazione e conciliazione. A Porta San Donato, l’installazione sonora Deep Water Pulse di Susan Philipsz evoca il mistero delle profondità marine e il ritmo del cuore umano, mentre Porta San Vitale ospita Phone User 4 di Judith Hopf, una scultura ironica che gioca sui gesti quotidiani e le nostre abitudini digitali.

Porta Santo Stefano diventa il palcoscenico di Elegy di Gabrielle Goliath, un video toccante che ricorda le vittime LGBTQIA+ in Sudafrica, mentre Porta Castiglione ospita Tremendous Gap Between You and Me di Fatma Bucak, una riflessione poetica sulla rinascita dalle rovine. A Porta Saragozza si può ascoltare OTTO, doppia curva lingua! di Francesco Cavaliere, una scultura sonora che amplifica pensieri ed energie. Porta San Felice espone A Man Was Lynched by Police Yesterday di Dread Scott, una bandiera nera che denuncia le ingiustizie sociali, mentre Porta Lame accoglie Aaaaaaa di Valentina Furian, un video che esplora l’istinto animale nascosto nell’essere umano. Infine, Porta Galliera ospita Anteo di Andrea Romano, un tributo ad Anteo Zamboni, giovane eroe della resistenza antifascista.

Ad arricchire il programma c’è anche BARK, una performance itinerante di Derek MF Di Fabio: una biciclettata queer che connette simbolicamente tutte le porte della città, creando un filo rosso che unisce passato e presente, spazi fisici e concetti identitari.

Per chi desidera vivere appieno l’esperienza, è disponibile il TOUR Le Porte della Città, organizzato in collaborazione con Fondazione Bologna Welcome e City Red Bus. Questo viaggio emozionante attraverso la storia e l’arte contemporanea di Bologna offre un’opportunità unica per scoprire le opere e i luoghi simbolo di ART CITY 2025 da una prospettiva privilegiata. Il tour si svolge il 7, 8, 9, 15 e 16 febbraio alle ore 15:00, con una durata di circa due ore e mezza. I biglietti, acquistabili su www.bolognawelcome.com, hanno un costo di 15 euro per l’intero, 12 euro per il ridotto e sono gratuiti per i bambini fino a 7 anni e per le persone con disabilità.

Abbandono di Franco Mazzucchelli. Photo courtesy dell'Artista
Porta San Donato. Installazione sonora Deep Water Pulse di Susan Philipsz. Photo Valentina Cafarotti

Arte Fiera Bologna 2025: la luce tra mercato e linguaggio dell’arte contemporanea

Arte Fiera Bologna 2025 si conferma uno degli eventi più rilevanti nel panorama del mercato dell’arte contemporanea in Italia. In questa edizione, la luce è tra i protagonisti, attraversando gallerie e opere di artisti di fama internazionale e offrendo spunti di riflessione sul rapporto tra estetica, concetto e valore commerciale. Se da un lato questa edizione della fiera non si distingue per proposte radicalmente innovative, dall’altro dimostra una solida capacità di rispondere alle esigenze del collezionismo contemporaneo, mantenendo un forte legame con il pubblico, soprattutto italiano.

È importante ricordare, quindi, che una fiera d’arte ha come obiettivo primario la vendita: non può, né deve, colmare – da sola – le carenze strutturali del sistema Italia nella promozione di nuove forme artistiche. Alcuni tentativi di approcci curatoriali risultano quindi talvolta pretestuosi e ridondanti. Dovremmo cogliere, piuttosto, il meglio senza ipocrisie, soprattutto in un contesto in cui, fin dalle prime ore, è emersa chiaramente un’alta aspettativa di vendite. In questo scenario, il dialogo tra arte, design e decorazione si impone sulla scena, proponendo opere capaci di affascinare lo sguardo e conquistare il portafoglio dei collezionisti.

Mazzoleni Arte Fiera. Photo Gabriele Abbruzzese

Il ruolo della luce nelle opere di Arte Fiera Bologna 2025

Il tema della luce nell’arte contemporanea attraversa molte delle installazioni più suggestive di Arte Fiera 2025. Non è una novità, soprattutto in Italia, dove l’eredità di Lucio Fontana e dei suoi iconici neon continua a influenzare il linguaggio visivo degli artisti contemporanei. Tra le opere più interessanti troviamo Up/Down di Maurizio Nannucci, presentato dalla Galleria Enrico Astuni, e la polaroid Perché il Sol ne riluca (1991) di Luca Maria Patella, proposta dalla Galleria Il Ponte.

Maurizio Nannucci, Up Down, 1984_2024. Photo Courtesy Galleria Enrico Astuni, © Renato Ghiazza

Un confronto a distanza: Ai Weiwie e Marinella Senatore

Uno dei confronti più significativi di questa edizione è l’inaspettato e fortuito ma geniale dialogo tra La Commedia Umana – Memento Mori di Ai Weiwei e uno dei più celebri neon di Marinella Senatore. Pur divergendo per estetica e concetto, le due opere si incontrano in un punto comune: il modo in cui la luce – o la sua assenza – diventa un potente veicolo di significati complessi, capace di evocare simboli di vita e morte, memoria collettiva e resistenza culturale. Che si tratti delle riflessioni esistenziali di Ai Weiwei o delle indagini sull’identità di Marinella Senatore, la luce si afferma come uno strumento essenziale per esplorare i temi chiave dell’arte contemporanea, trasformandosi da semplice elemento visivo in un linguaggio universale di profonda intensità concettuale.

Ai Weiwei e il Memento Mori contemporaneo

L’opera La Commedia Umana – Memento Mori di Ai Weiwei, proposta da Galleria Continua, è una versione ridotta e adatta al “collezionismo privato” della grande installazione esposta nel 2022 all’Abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia. Questo lampadario scultoreo, decorato con iconici teschi, perde la sua funzione primaria di fonte luminosa per trasformarsi in un memento mori contemporaneo. L’assenza di luce assorbita in un nero quasi assoluto diventa un elemento concettuale che riflette sulla caducità della vita e sulla fragilità dell’esistenza umana. Il lampadario rappresenta, infatti, sia la magnificenza effimera che la precarietà dell’esistenza: anche la luce più intensa, infatti, è destinata a svanire.

La Commedia Umana – Memento Mori. Exhibition views, Abbazia di San Giorgio Maggiore, Venice, 2022. Photo Courtesy Galleria Continua, © Francesco Allegretto
La Commedia Umana – Memento Mori in mostra a Bologna. Photo di Courtesy

Marinella Senatore: neon e identità collettiva

In netto contrasto, presso la Galleria Mazzoleni, troviamo uno dei celebri e iper collezionabili (troppo?) neon di Marinella Senatore, con l’iconica frase “Remember the first time you saw your name”, che da anni ricorre nel lavoro dell’artista. Il lavoro riflette sul tema dell’identità personale e collettiva. Senatore invita il pubblico a ripensare il significato del proprio nome come simbolo di consapevolezza di sé e appartenenza sociale. Il neon nell’arte contemporanea viene utilizzato da Senatore non come semplice materiale decorativo, ma come strumento per trasmettere messaggi di resistenza, emancipazione e partecipazione collettiva. Del resto, le sue opere non sono mai semplici installazioni visive, ma veri e propri manifesti luminosi di empowerment, capaci di creare un dialogo diretto con lo spettatore e lo spazio urbano.

 

Marinella Senatore, 1977 Remember The First Time You Saw Your Name, 2022. Photo di courtesy

AUTHOR

Sabino Maria Frassà

Sabino Maria Frassà è un curatore e giornalista professionista, esperto di arte e CSR. È direttore creativo di Cramum, ente non profit che dal 2012 è impegnato nell'attività di scouting e sostegno alle eccellenze creative in Italia.

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