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La Macchina delle Quaranta Ore. Photo © PEFRL

Roma, la Macchina delle Quaranta Ore torna a splendere nella Chiesa di San Luigi dei Francesi

By Federica Loro
Pubblicato il
Aprile 2025

Nel cuore di Roma, un tesoro del patrimonio liturgico barocco francese è tornato alla luce: la Macchina delle Quaranta Ore della Chiesa di San Luigi dei Francesi, un dispositivo in legno creato per esaltare il Santissimo Sacramento nell’ambito della liturgia delle Quaranta Ore. In occasione del Giubileo 2025, il 27 e 28 marzo la straordinaria struttura è stata protagonista di un concerto e di un convegno, a celebrazione del suo recente restauro.

La Chiesa di San Luigi dei Francesi. Photo © Fabertecnica

Una scoperta inattesa tra le soffitte della chiesa

La Macchina delle Quaranta Ore è stata riscoperta nei solai della Chiesa di San Luigi dei Francesi durante un’ispezione di sicurezza condotta in tutte le chiese francesi (anche a Roma) dopo l’incendio di Notre-Dame de Paris. Fra Renaud Escande, amministratore dei Pii Stabilimenti della Francia, racconta come, inizialmente, l’insieme di travi in legno decorate sembrasse materiale di scarto. Solo dopo approfondite ricerche è emersa la sua vera natura: un’imponente struttura liturgica, un tempo illuminata da quasi 300 candele, realizzata per esaltare il Santissimo Sacramento nel rito delle Quaranta Ore, tipico della Controriforma.

Con i suoi 12 metri di altezza, la Macchina delle Quaranta Ore della Chiesa di San Luigi dei Francesi è la più grande di Roma. Tradizionalmente, queste macchine venivano utilizzate per l’adorazione eucaristica dalla sera del Giovedì Santo fino alla fine del Venerdì Santo, simboleggiando le 40 ore che Gesù trascorse nel sepolcro, da cui il nome.

Photo © Philippe Casanova

Il restauro: tra arte e fede

L’ambizioso progetto di restauro ha visto la collaborazione degli esperti Leonardo Severini e Geremia Russo, che hanno lavorato rispettivamente sulla conservazione pittorica e sul recupero strutturale. La macchina è composta da 27 pannelli dipinti e da un grande trono eucaristico al centro, utilizzato per esporre l’ostensorio durante le celebrazioni liturgiche. Le decorazioni sono eseguite con la tecnica pittorica a legante proteico, una metodologia ancora in uso nel mondo delle scenografie teatrali.

L’allestimento della macchina, personale proposta dei restauratori sulla base del numero degli elementi ritrovati e sulla base di ampie discussioni tra le parti coinvolte nel progetto, “è stato pensato per piani sovrapposti a gradoni, a costruire 7 file di candele. Ad una visione frontale, l’illuminazione richiamerà praticamente e simbolicamente l’elemento triangolare tipico di questi allestimenti al centro del quale verrà posizionato il Sacramento”.

La datazione esatta della Macchina resta incerta, ma gli esperti ritengono che risalga all’inizio dell’800, rappresentando quindi una rielaborazione postuma delle strutture barocche originali.

Photo © PEFRL

Illuminazione tra tradizione e innovazione

Uno degli aspetti più affascinanti del restauro riguarda l’illuminazione, affidata a Marco Frascarolo, lighting designer, ingegnere e docente, che ha curato nei mesi scorsi la nuova illuminazione della chiesa romana, in collaborazione con Federico Ognibene. La macchina delle Quaranta ore era, infatti “uno strumento magico, una macchina teatrale che inonda la Chiesa di luce”. Per rispettare le normative sulla sicurezza antincendio, le tradizionali candele, 200, sono state sostituite con altrettante candele LED, gestite da un sofisticato sistema di controllo domotico. Questo innovativo impianto permette un’accensione graduale e morbida, con leggere fluttuazioni luminose che ricreano il tremolio naturale della fiamma, contribuendo a mantenere intatta l’atmosfera sacra e suggestiva della liturgia.

La Chiesa di San Luigi dei Francesi. Photo © Fabertecnica
La Chiesa di San Luigi dei Francesi. Photo © Fabertecnica

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