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Conferenza Stampa Superdesign Show 2025. Photo di courtesy

Superdesign Show 2025 di Superstudio Events: HAPPINESS – 25 years of Happy Design

By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Marzo 2025

Felicità e 25 anni di storia. Sono questi i temi da cui parte la nuova edizione del Superdesign Show di Superstudio Events, nato appunto, 25 anni fa come ricorda Gisella Borioli che lo ha aperto insieme a Franco Lucchini, suo compagno di vita e di lavoro. Un progetto che si è sviluppato negli anni e intorno al quale si è costruito un team di giovani che lavorano con entusiasmo e con una visione che unisce design, arte, tecnologia, ricordo del passato come radice del futuro, e che ha portato in via Tortona un nuovo concept di quartiere espositivo con contenuti culturali, emozionali, interattivi.

Superstudio - Riccardo Diotallevi. Photo di courtesy
Superstudio PIù - Art Garden. Photo di courtesy

Il Superdesign Show 2025

E quindi “Bentornato Design a Superstudio, dove tutto è iniziato”. Perché Superstudio ha contribuito alla trasformazione di un quartiere e di un complesso ex industriale in un centro di design e di aggregazione, afferma Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano. Ma ha anche contribuito a quella che è oggi la Milano Design Week diffusa nei distretti e nei quartieri del capoluogo lombardo, una manifestazione che va oltre la città, secondo le parole di Barbara Mazzali, Assessore di Regione Lombardia al Turismo, Moda, Design, Marketing Territoriale e Grandi Eventi, che ha ricordato come in Lombardia si concentri il 30% delle imprese di design italiano, una linfa vitale per la creatività. Superstudio ha contribuito a rigenerare un luogo, rendendolo una vetrina internazionale per i designer.

Ed è quindi una riflessione su “cosa è diventato il design nella sua trasformazione da momento commerciale riservato agli architetti, ai designer, ai creativi, ai buyer, ai venditori, ai fabbricanti, agli immobiliaristi, ad altri ‘addetti ai lavori’, ora grande kermesse pop e popolare che attira in città, oltre ai suddetti, folle di appassionati, di explorer, di studenti, di curiosi, di famiglie intere”.

Oggi la Milano Design Week è più internazionale, più democratica, più attenta alla sostenibilità, più visionaria, ma è anche “l’appuntamento più gioioso, intrigante, persino ludico, dispensatore di briciole di piacere. Attirando a sé oltre ai produttori di arredi, oggetti e device di ogni dimensione in dialogo con l’AI, anche creativi e brand ‘fuori settore’, dall’automotive, al fashion, al food, al beauty, persino i lavori di studenti e artisti… e via dicendo. Un panorama allargato pieno di promesse, per il presente, per il futuro. Spesso diretto senza filtri ai consumer che lo aspettano, felici di esserci”.

Il tema 2025: HAPPINESS

Felicità appunto, “la parola chiave, che racchiude speranza e bellezza. In questi tempi bui e incerti di post- Covid, di guerre, di crisi economiche, di cambiamenti geopolitici, di dazi imprevedibili, è qualcosa di cui abbiamo bisogno, almeno un poco, almeno nelle nostre case, negli esterni in cui viviamo, nei gesti quotidiani. Felicità, insita nei prodotti, evidente nelle installazioni – è la sfida lanciata ai partecipanti del Superstudio Show 2025 che si svolgerà nella storica location di Superstudio Più in via Tortona.

Ma il tema di questa edizione, HAPPINESS, “manifesto identificato dal lettering esclusivo creato dal graphic artist Daniele Cima, dove ogni lettera è intesa come una piccola opera d’arte. Come filo conduttore del percorso espositivo caratterizzato dal giallo luminoso scelto dall’art director Giulio Cappellini. Come un grande grazie ai protagonisti del Made in Italy che in questi 25 anni sono stati con noi e oggi ritornano nella mostra dei loro pezzi indimenticabili”. HAPPINESS, infatti, spiega Giulio Cappellini, è mettere in scena la felicità, è un tema rivoluzionario, una reazione ai tempi bui che stiamo vivendo, e il giallo, colore che illumina, solare e che fa sperare, è il file rouge di tutta la manifestazione. E sempre difendendo la qualità.

Conferenza Stampa Superdesign Show 2025. Photo di courtesy
Artwork Happiness. Photo di courtesy

2000/2025: Happy Birthday Superstudio Più – la mostra “Unforgettable - 25 years of design at Superstudio”

Da Superstudio sono passati molti di quelli che oggi sono grandi brand, allora emergenti, e giovani architetti e designer, oggi affermati, nomi importanti del Made in Italy e dei designer internazionali. Oggi quei nomi ritornano con la mostra Unforgettable – 25 years of design at Superstudio che racconta questi 25 anni di storia. La mostra “non vuole essere un déjà-vu ma un ringraziamento all’arte del fare e del credere nella bellezza e nell’impegno sociale del design. Con gli stessi curatori e molti nomi di allora la storia – raccontata nel libro ‘Design Super Show’ edito da Superstudio – ritorna. Partecipano Acerbis, Alcantara®, Alessi, Boffi, CAPPELLINI, Cassina, Flaminia, De Padova, HENRYTIMI, Icone Luce, MDF Italia, Moroso, Living Divani, POLIFORM, Poltrona Frau, Technogym, Trussardi Casa, Zanotta”.

Dietro, continua Giulio Cappellini, ci sono industria, cultura del sogno, della felicità. Il mercato ha bisogno di nuove idee e di nuovi concetti che seguano le nuove esigenze. Per questo è importante osservare i nuovi fenomeni e le nuove tendenze socio-culturali.

Noi infatti non abbiamo bisogno del design, spiega Gisella Borioli, ma se lo compriamo è perché è bello, ci dà piacere, felicità. La felicità è intrinseca nel design.

Nuove generazioni e creatività felice: lo studio di Francesco Morace

Bisogna lavorare sulla felicità con il design, è un motore potente, uno studio sociologico una richiesta soprattutto delle nuove generazioni, che oggi vogliono tutto e subito e vivono il momento, che quindi deve venire espanso. Studio affrontato da Francesco Morace, fondatore del Future Concept Lab, sociologo e saggista, che ha spiegato come tale concetto, oltre a essere importante da far sentire alle giovani generazioni, attraversa le diverse società in tutto il mondo e nel tempo, soffermandosi sulle civiltà classiche in cui era far le cose bene, un atto di responsabilità (cultura greca) un termine vicino al fiorire (e quindi alla primavera) per gli antichi romani, ma anche un fare qualcosa insieme nella cultura ebraica. Quindi partire da realtà anche minime, ma tutte le fioriture del pensiero hanno grande peso così come il coraggio di innovare.

Innovazione e design: padiglioni indipendenti, esposizioni collettive e “progetti felici”

L’edizione 2025 vedrà la partecipazione di oltre 70 designer provenienti da 10 nazioni, il coinvolgimento di 3 continenti e la presentazione di più di 20 progetti, con una selezione di proposte “dell’altro mondo”, cioè dal far-East (Cina, Giappone, Hong Kong, Tailandia) ricco di idee tra innovazione e tradizione, e con diverse realtà che “uniscono le forze” per dare vita a esposizione collettive che portano visioni su mondi lontani e sempre più green, tutti legati dal tema HAPPINESS, come spiega Laura Vella, project manager Superstudio Più.

Tra i protagonisti che si distinguono per l’impatto innovativo e la capacità di ridefinire il futuro del design ne spiccano due per la visione futuristica delle loro installazioni (2 a testa) visitabili in padiglioni indipendenti:

Lexus, casa automobilistica di lusso giapponese, con le installazioni interattive A-Un e Discover Together. “La prima è un’installazione che dimostra come le automobili possono oltrepassare i limiti delle nuove possibilità del rapporto uomo-macchina. Il battito cardiaco del visitatore si fonde con i suoni della natura, in uno spazio intessuto di luminosi fili che riproducono la forma del ‘Black Butterfly’. Questo cockpit di nuova generazione per veicoli elettrici viene reinterpretato dalle opere interattive del secondo progetto, frutto della co-creazione tra team di creatori emergenti”.

Prodotta in collaborazione da Lexus, dall’agenzia creativa SIX con sede a Tokyo, e dallo studio di design STUDEO, A-Un “si ispira al tradizionale concetto giapponese di Aun no Kokyu (la sincronia del respiro) che mostra una nuova dimensione di comunicazione fluida tra esseri umani e mobilità e cattura lo spirito di comprensione reciproca attraverso interazioni perfettamente sincronizzate”.

A-Un, installazione di Lexus. Photo di courtesy
A-Un, installazione di Lexus. Photo di courtesy

Parte di un unico percorso sono invece le due installazioni di Geberit, gruppo nel settore dei prodotti sanitari che nel 2024 ha festeggiato il suo 150° anniversario, unite nel progetto espositivo concept Where Water Meets Design, un’atmosfera interattiva dove i visitatori saranno guidato da suoni, giochi di luce e dal dinamismo dei flussi in un’esperienza multisensoriale “per seguire il percorso dell’acqua e il suo incontro con la tecnologia Geberit, sorgente da cui nasce una perfetta armonia tra forma e funzionalità”. Nella prima sezione, un percorso interattivo che porta attraverso le molteplici dimensioni dell’acqua, esplorandone l’uso consapevole e sostenibile, e le connessioni tra natura, tecnologia e design in un’esperienza che coniuga interaction design e user experience grazie a grandi schermi interattivi, potenziati dell’AI, mentre nella seconda area verrà esplicitato il concetto Mastering Water, con un cubo trasparente al centro dell’installazione che simulerà i movimenti dell’acqua.

Protagonisti, come spiega Gianluca Coatti, Head of Marketing Communication Geberit, sono l’acqua, i visitatori, la natura e il design, in quanto i visitatori potranno “modellare” (grazie all’AI) le forme dell’acqua per poi diventare spettatori dell’interazione tra l’acqua stessa e la natura, le cui forme si ritrovano del design dei prodotti dell’azienda, trasmettendo il concetto di felicità.

Where Water Meets Design di Geberit, render. Immagine di courtesy
Where Water Meets Design di Geberit, render. Immagine di courtesy

Le esposizioni collettive

Ci porta nell’Oriente Hong Kong Interior Design Association (HKIDA) che propone Urban Reflection, una “mostra che riunisce dieci gruppi di interior designer e produttori di arredi locali. L’artigianato tradizionale si fonde con il design moderno grazie a materiali unici come filati riciclati e vetro recuperato dagli iconici tram locali: una fusione poetica tra progressismo e metodi di lavorazione antichi che trasportano in una regione dinamica e ricca di storia”. La diversità della Tailandia è raccontata dal Department of International Trade Promotion (DITP) & Thailand Creative Culture Agency (THACCA) con Slow Hand Design Thailand 2025 e FRONT 100, esposizioni che raccolgono “prodotti come statuette e mobili progettati per portare felicità tra le incertezze della vita, strappando un sorriso a chi guarda e regalando un po’ di quel fascino e calore che contraddistinguono il Paese”.

Mostra Urban Reflection di Hong Kong Interior Design Association (HKIDA), prodotto in esposizione. Photo di courtesy
Mostra Urban Reflection di Hong Kong Interior Design Association (HKIDA), prodotto in esposizione. Photo di courtesy
Department of International Trade Promotion (DITP) & Thailand Creative Culture Agency (THACCA). Pitak Style Co., Ltd. Photo di courtesy
Department of International Trade Promotion (DITP) & Thailand Creative Culture Agency (THACCA). Jenchieh Hung + Kulthida Songkittipakdee - HAS design and research - HAS design and research. Photo di courtesy

La felicità è dominante già nel titolo Happy objects, una selezione di prodotti che leggono in chiave innovativa il concetto di felicità. “Tra questi: Amore Ocean di SLIDE, una panchina realizzata in plastica riciclata prelevata dagli oceani che è anche manifesto: un inno alla sostenibilità e all’innovazione, invito potente a rispettare gli oceani e l’ambiente; Artell Editions: Collezione Neoequipal di Code Studio, due sedute modulari dalle forme voluminose e con tessuti dai colori vibranti che reinventano l’iconica sedia equipal; Glider Chair di PlanAbacus, sedute che evocano la leggerezza aerodinamica dell’aliante realizzate grazie alla curvatura e piegatura dei materiali; Rinascita di ADJ.STYLE, installazione che esprime la dualità della vita attraverso i vasi bidimensionali di Gianpaolo Venier; Stelle danzanti di Michele Pompilio, lampade in rame con fori di diametro variabile che creano un vivace gioco di luci”.

Attenzione al green è invece alla base di The Scale of Commitment di Materially che “da sempre evidenzia l’impegno concreto dei produttori di materiali nel plasmare un futuro più sostenibile”.

Collettiva Happy objects. Michele Pompilio, lampade Tunnel e Cartoccio accese. Photo di courtesy
Collettiva Happy objects. Code Studio, Neoequipal+Minichai. Photo di courtesy
The Scale of Commitment di Materially, Biotexfuture. Photo di courtesy
The Scale of Commitment di Materially, Filie. Photo di courtesy

I progetti

Sempre legati dal “filo rosso” della felicità anche i progetti, a partire da Ode to everyday things di Acmé, “una serie di oggetti che uniscono innovazione e maestria artigianale, trasformando ogni elemento in una vera opera d’arte. Lo spazio espositivo valorizza ogni dettaglio ed evoca l’incontro tra sacralità e leggerezza, grazie a tessuti e palette cromatiche”. Lo stesso anche per Flying di SOGIMI, “proposta ‘interna’ al mondo Superstudio, al primo piano sopra il salone principale, quella di Sogimi, innovatrice nel campo delle materie plastiche, che ha affidato all’artista Davide Dall’Osso il compito di generare bellezza dal riutilizzo degli scarti di lavorazione come base delle sue sculture”.

Ode to everyday things di Acmé, ECO - specchio. Photo di courtesy
Flying, Davide Dall'Osso per Sogimi. Photo di courtesy

Esplora gli stati d’animo Nikolaus Bagnara con Hope in cui “tre ambienti diversi, ognuno dei quali corrisponde a uno stato d’animo, dialogano tra loro accompagnando il visitatore in un viaggio alla scoperta di sé, dal buio alla rinascita”, mentre “abbraccia l’essenza caotica della gioia attraverso il movimento sempre mutevole di un doppio pendolo, catturando l’armonia nel disordine” Happiness One-fab objects f(x) =? di GPJ Japan / Yutaka / ONEFABRICA.

Nikolaus Bagnara, Hope. Photo di courtesy
Happiness One-fab objects f(x) =? di GPJ Japan / Yutaka / ONEFABRICA. Photo di courtesy

Legate alle nuove tecnologie sono Cultureland Germany: a Design Journey di German National Tourist Board, un’esperienza multimediale “che celebra il design tedesco attraverso pezzi iconici come la Culla di Peter Keler, e altri più recenti”; Empowering Happiness Through Web 4.0 di FORUM8, “progetto che affronta tematiche e cambiamenti naturali, offre soluzioni e ridisegna gli spazi con sistemi all’avanguardia e immersivi, portando i visitatori fin sulla Luna grazie a tecnologie innovative”; Sensitive Space dell’Istituto Marangoni Milano – The School of Design che “esplora il futuro dell’abitare attraverso spazi intelligenti e interattivi, dove design e tecnologia si fondono per creare ambienti dinamici e immersivi”.

Cultureland Germany: a Design Journey di German National Tourist Board. Ingo Maurer, Lucellino. Photo di courtesy
Cultureland Germany: a Design Journey di German National Tourist Board. Tecta M10, Erich Brendel. Photo di courtesy
Empowering Happiness Through Web 4.0 di FORUM8. Photo di courtesy
Empowering Happiness Through Web 4.0 di FORUM8. Photo di courtesy
MOTOTOTEM, FLYING FLEA MOTORCYCLE. CONCEPT DRAWING, MATTIA BIAGI, ILLUS ALEJANDRO RAMIREZ. Photo di courtesy

Legati ai materiali e ai prodotti sono invece Motototem di FLYING FLEA BY MATTIA BIAGI, una “moto-scultura in cui materiali come travertino, vetro e alluminio si fondono per andare oltre l’estetica consueta, connettendo la motocicletta alla natura in modo elegante e armonioso”; The Yellow Room di LAPILLI (in collaborazione con FoodDesignStories) “una promenade divisa in tre macroaree della felicità: dal cantiere, passando per il giardino si arriva alla materioteca, dove la pietra lavica dà concretezza a questo stato d’animo”; X Possibilities di Hsiang Han Hsu per Cappellini, “derivata dalla collezione dei tavoli modulari ‘XTable System’ che invita a riflettere sulle infinite possibilità di estensione della natura all’interno dell’industria e dell’arte”. Si ispira invece alle proporzioni senza tempo dell’architettura greca antica Ombra Smart Pergola di Letright, prodotto che “permette di vivere gli spazi all’aperto tutto l’anno con emissioni di carbonio negative, grazie a una perfetta fusione di materiali eco-friendly e tecnologia”, mentre esplora i confini tra design e comunicazione la raccolta di elementi di arredo Funnyture di Niklas Jacob, “creando un’esperienza divertente attraverso la relazione tra significato e oggetto. Dalla poltrona-bocca che si rifà al simbolo dei Rolling Stone al Couch Potato che vuole far riflettere sullo stile di vita sedentario contemporaneo”.

The Yellow Room di LAPILLI. Photo di courtesy
Funnyture di Niklas Jacob. POOL TABLE © 2017. Il tavolino POOL TABLE esplora la relazione tra significato e oggetto. In inglese pool table significa un tavolo da biliardo, ma pool è anche una piscina. Cos'è davvero un tavolino POOL TABLE? FUNNYTURE powered by Sherwin-Williams. Photo di courtesy
Ombra Smart Pergola di Letright 2. Photo di courtesy
X Possibilities di Hsiang Han Hsu & Cappellini. Photo di courtesy
Light Bites di Habits. Photo di courtesy

Si legano al cibo e ai gesti Bagliore, tea-room di WOHL HUTTE (in collaborazione con SAMNICON, TEASTE IT e FATE INDUSTRIES) “per accogliere i visitatori nel moderno stile di vita giapponese”, dove “il pregiato tè di Shizuoka di Teaste It incontra l’artigianalità del design contemporaneo in uno spazio creato ad hoc per proporre una degustazione della millenaria bevanda” e Light Bites di Habits, studio multidisciplinare di industrial design fondato nel 2004 da Innocenzo Rifino e Diego Rossi a Milano. Quest’ultima, legata anche alla luce, è un’installazione immersiva che esplora l’intersezione tra design, tecnologia e gastronomia, in cui “ogni pasto diventa un’opera d’arte in continua evoluzione” grazie a stoviglie dotate di sensori e fonti di luce integrate che “reagiscono al cibo e ai gesti dei commensali, creando un’atmosfera magica e coinvolgente. La luce, che cambia colore e intensità in base agli alimenti e ai movimenti, diventa un elemento chiave dell’esperienza, invitando a una fruizione più consapevole e contemplativa del cibo. La collezione è parte di una esperienza sensoriale dove luce, persone e alimenti sono attori di un’opera performativa che si evolve a ogni gesto … È un’esperienza sensoriale completa che invita gli ospiti a esplorare nuove dimensioni del gusto e della percezione”.

Light Bites di Habits. Photo di courtesy
Bagliore, tea-room di WOHL HUTTE. Photo di courtesy

Le mostre di Superdesign Show

HUB161. Marcello Colombo. Photo di courtesy

Fin della sua fondazione Superstudio Più è stato “un punto di riferimento per la moda, l’arte, il design e la creatività, un luogo dove le idee prendono forma e si contaminano tra loro. Un’eredità che trova la sua massima espressione nel ‘museo d’azienda’ FLA FlavioLucchiniArt Museum che oltre alla collezione dell’artista ospita per l’occasione due presenze straordinarie”.

Se c’è mai un secolo che cade è il nostro, spiega, usando le parole di un poeta, Carla Tolomeo, artista e ambasciatrice di HUB161, ed è a noi il compito di sostenerlo. E quale miglior sostegno all’orrore, alla guerra, alla mancanza di valori dell’arte, che diventa filosofia di vita, diventa Voluptas, l’esperienza immersiva di HUB161, piattaforma innovativa che connette le eccellenze del Made in Italy, “che invita a esplorare la bellezza, il desiderio e la sofisticata sensualità attraverso forme, materiali e suggestioni inedite. È il Bel Paese dell’artigianato d’autore, di artisti fuori dall’ordinario, delle dimore storiche aperte a residenze temporanee durante le quali assaporare l’eccellenza dell’ospitalità italiana”. L’esposizione è organizzata attraverso isole che permetteranno di ammirarne i prodotti.

HUB161. Hybrid & Icon. Photo di courtesy
HUB161. Francesco Maria Messina, Arco di Luce. Photo di courtesy

Invita a una riflessione “sulla società, sulla solitudine collettiva delle città e sul rapporto tra individuo e spazio” Facades – L’ordine nel Caos, mostra di Mao Sagao nel The Lab, spazio riservato agli artisti emergenti, le cui tele pittoriche evocano le facciate urbane, paesaggi metropolitani, sempre più alveari spersonalizzanti.

Al FLA FlavioLucchiniArt Museum sarà possibile ammirare anche Dialoghi tra moda design e architettura, “visite guidate in un percorso sotterraneo, tra rifugi antiaerei, laboratori e cantine, per scoprire in 20 stanze tematiche l’immenso archivio di opere contemporanee di Flavio Lucchini. Una anteprima della scoperta del museo e delle centinaia di opere raccolte è all’ingresso di Superdesign Show, in MyOwnGallery, con la mostra Enjoy dove Lucchini presenta opere inedite, mai esposte prima”.

Mao Sagao, Facades - L’ordine nel Caos. Photo di courtesy
Mao Sagao, Facades - L’ordine nel Caos. Photo di courtesy

I talk e le presentazioni

Completa l’evento il programma di talk e presentazioni estemporanee. Tra gli appuntamenti già definiti la cross promotion con ICFF (International Contemporary Furniture Fair) “che prosegue anche quest’anno e porta al Superdesign Show un talk dal titolo ‘Good Design and Architecture create happiness’ per indagare il ruolo del design e dell’architettura, come soggetti che concorrono attivamente alla felicità attraverso la progettazione di spazi e oggetti”.

Sono previsti anche il “dialogo aperto da Matrix4Design sul concetto di Felicità con la presenza di quattro autrici di libri di successo sul tema, tra cui Gisella Borioli. Gli incontri con gli artisti ‘Meet the artist’: con il graphic-artist Daniele Cima, autore del logo Happiness, su come l’arte si intreccia con la grafica, con il pittore italiano Mao Sagao su arte e architettura, con l’artista Carla Tolomeo sull’arte tessile che usa le stoffe come base delle opere, lo scultore Davide Dall’Osso che crea figure a partire dagli scarti della plastica e l’artista Mattia Biagi con il racconto di come trasformare una moto da corsa in scultura”.

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Cristina Ferrari

Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE

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