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Ensō, la lampada Catellani & Smith vincitrice del Good Design Award 2024
By Monica Moro
Pubblicato il
Febbraio 2025
INDICE
Catellani & Smith, luogo magico dove ogni prodotto viene costruito con amore e sapere artigiano, è l’azienda creatrice di Ensō, lampada pluripremiata (Archiproducts Design Awards, Light Middle East Awards, Decorative Lighting Product of the Year, LIT Lighting Design Awards) che si è aggiudicata anche il premio Good Design Award 2024, uno dei riconoscimenti più prestigiosi e “antichi” nel campo del design internazionale.
Ensō è stata valutata da una giuria composta da note personalità del settore in base a criteri che ne hanno evidenziato l’alta qualità del design, la funzionalità e l’estetica e, quindi, con il suo indiscutibile fascino che oltrepassa il tempo, aggiunge un ulteriore premio importante e un’altra freccia all’arco di questa azienda che centra i bersagli con il proprio impegno e il valore messo nella produzione di lampade in cui si sposano raffinatezza di design, lavorazione artigianale e ricerca tecnologica.
Che cosa è l’Ensō nella tradizione del Giappone
Il termine Ensō, 円相,viene dalla lingua giapponese e significa “forma circolare” o anche “cerchio di vicinanza”. Nella filosofia buddista Zen simboleggia l’illuminazione, la forza e la vera natura della realtà. Disegnare l’ensō è anche una pratica che fa parte dello sumi-e, della pittura a inchiostro nero. Viene creato tramite un unico gesto, uno e irripetibile, senza possibilità di correzione, e in questo ci ricorda la “O” disegnata del nostro Giotto, che già nella sua epoca suscitò meraviglia. Viene considerato un atto di consapevolezza e meditazione: un cerchio disegnato a mano libera con una pennellata, rappresenta il qui e ora della persona in quel preciso momento e ne rivela l’interiorità. Associato al vuoto, alla libertà e allo stato di non-mente, il cerchio può essere aperto o chiuso: se come nella lampada Ensō il cerchio è incompleto, consente movimento e sviluppo e rappresenta la bellezza dell’imperfezione.
Gli strumenti dell’ensō sono gli stessi usati nella calligrafia tradizionale giapponese: un pennello per applicare l’inchiostro, la pietra suzuri e un foglio di carta fatta a mano washi, e poi il passepartout di carta avorio. Una volta disegnato l’ensō, non lo si cambia ed è una pratica che nella tradizione si può ripetere una volta al giorno.
Storia della lampada Ensō
“Ho avuto la fortuna di passare un periodo della mia vita in Giappone. Lì partecipai ad alcune lezioni di calligrafia ed è stata una scoperta nella scoperta. Ancora oggi continuo ad esercitarmi in quell’arte, cercando di trovare in quei gesti lenti e precisi la loro essenza – ha dichiarato Enzo Catellani –. L’Ensō, il simbolo del cerchio, mi ha affascinato in particolare per ciò che rappresenta, l’illuminazione, la completezza, il tutto, il niente. A quel punto cercare di dare tridimensionalità a quel gesto è stato per me un passaggio naturale”.
La lampada scultura, disegnata e prodotta per durare nel tempo, definisce lo spazio in cui è inserita anche da spenta e si ispira a questa antica arte della calligrafia giapponese. Tracciata nello spazio da un cerchio aperto “imperfetto” nato da un gesto immediato e spontaneo di una mano che impugna un pennello. Il punto di origine di Ensō sembra infuso di inchiostro che poi man mano sfuma fino ad arrivare alla fine dell’esecuzione della forma, senza però chiudere il cerchio.
È realizzata in metallo ed è caratterizzata da una superficie irregolare dipinta a mano di colore blu. Ensō è ottenuta tramite un procedimento di lavorazione artigianale caratteristico della produzione Catellani & Smith. La struttura, che è alta circa 66 cm, poggia su una base in ottone. La fonte luminosa LED, per la quale è stato utilizzato un sistema brevettato innovativo di connessione e distribuzione senza fili, è posta nella base ed è pensata per metterne in risalto la forma sculturale emettendo una luce diffusa contro una parete.
Il premio Good Design Award
il premio Good Design Award è un importante riconoscimento, a cui è annessa una mostra, che dimostra l’impegno e il valore delle aziende nell’ambito del design.
Fondato a Chicago 75 anni fa, nel 1950, da Edgar Kaufmann Jr., allora curatore del MoMA di New York insieme a pionieri del design moderno come Charles e Ray Eames, Russel Wright, George Nelson ed Eero Saarinen, premia i risultati annuali dei migliori designer industriali e grafici e dei produttori mondiali per la loro ricerca di eccellenza nel design. ll programma espositivo GOOD DESIGN® è iniziato tra il Merchandise Mart di Chicago e il MoMA City e continua oggi con il Chicago Athenaeum: Museum of Architecture and Design, dedicato a tutte le discipline del design: architettura, design industriale e di prodotto, grafica, paesaggismo o architettura del paesaggio e pianificazione urbana. La missione del museo è la promozione dell’educazione pubblica sul valore del buon design e su come il design stesso possa avere un impatto positivo sugli esseri umani e l’ambiente costruito.
AUTHOR
Monica Moro
Collabora a LUCE dal 2014, scrive di architettura, design e colore. Nata in Svezia, dove ha insegnato per diversi anni design all'Università LNU. Cultore presso il Politecnico di Milano. La sua formazione architetto e industrial design Domus Academy, ha collaborato con Andrea Branzi. Designer freelance e ricercatrice sul colore e la valorizzazione del patrimonio culturale. Passione coltivata lo Yoga
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